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A. S. D. LE TORRI PODISMO
A. S. D. LE TORRI PODISMOSITO PODISTICO FIORENTINO |
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Home > ALLENAMENTI
ALLENAMENTIScopri a che categoria atletica appartieniEcco un rapido metodo per valutare e classificare la propria abilità ed efficienza fisica nella corsa a piedi. Si tratta di una classificazione fatta in base ai tempi realizzati su varie prove in pista, ed in base alla disponibilità di tempo per gli allenamenti settimanali. È una tabella che deriva esclusivamente dall'esperienza statistica sul campo e che non fa riferimento ad alcuna formula generale, ma, forse, proprio per questo più realistica perché calata nella pratica quotidiana. I tempi presi in considerazione sono quelli sui 5000 metri, 10.000 metri, mezza maratona (km 21,097) e maratona (km 42,195). Naturalmente le categorie individuate sono del tutto convenzionali e non fanno riferimento a quelle ufficiali stabilite dalla Federazione italiana di atletica leggera.
03/01/2009 02:07 pm commenti (0)
BMI BODY BASS INDEXL'indice più utilizzato per ottenere una valutazione generale del proprio peso corporeo IL Body Mass Index (BMI) o Indice di Massa Corporea (IMC) ci permette di ottenere un indice del proprio peso corporeo.
Con una semplice formula matematica elaborando i parametri altezza e peso otterremo un valore che classifica il soggetto in un’area di peso che può essere: normale – sottopeso – sovrappeso – obesità di medio grado – obesità di alto grado.
Calcolatore BMI IMPORTANTE:
Studi statistici hanno dimostrato che il valore di BMI associato a minore morbilita' e mortalita' per tutte le patologie per cui il sovrappeso è un fattore di rischio (malattie cardiovascolari,diabete,ipertensione,
IN PARTICOLARE IL VALORE DI BMI OTTIMALE E' RISPETTIVAMENTE: da 19 a 35 anni: BMI= 22 (19-25) più di 35 anni: BMI= 24 (21-27).
03/01/2009 02:02 pm commenti (0)
CALCOLO DELLA FREGUENZA CARDIACAEcco come calcolare la FC (Frequenza Cardiaca) nella zona di esercizio. Come riportato nella seguente tabella esistono delle zone di intensità basate sulla percentuale della frequenza cardiaca massima (FCmax) che viene calcolata dalla formula di KARVONEN FCmax=(220 - Età) per gli uomini, FCmax=(205 - Età) per le donne. A seconda dei battiti cardiaci rilevati dal frequenzimetro si è in grado di stabilire in quale zona si sta lavorando riuscendo quindi in fase di preparazione ad una gara competitiva ad ottimizzare gli sforzi garantendo un reale allineamento ai dati della propria tabella di allenamento.
Questo calcolatore calcola il range della frequenza cardiaca da rispettare in fase di allenameno.
03/01/2009 02:00 pm commenti (0)
TEST DI COOPERIl Test di Cooper, è stato ideato dallo studioso americano Kenneth H. Cooper, con l’intenzione di fornire un’indicazione pertinente ed oggettiva sul grado di preparazione fisica dell’atleta, verificando i livelli di potenza aerobica e la capacità di sopportare la fatica per un tempo prolungato, attraverso una prova di corsa.La peculiarità della prova, sta nel fatto che non occorrono apparecchiature sofisticate per poterlo eseguire e nemmeno medici o preparatori atletici per poterlo leggere. È una prova semplice poiché, trattandosi di corsa continua e regolare per una durata di dodici minuti, è sufficiente una pista di atletica o un’altra superficie pianeggiante ed un cronometro. A causa della maggiore intensità, è consigliato soltanto per coloro che sono già modestamente allenati e riescono a correre con un buon ritmo, sostenuto nel tempo. Per eseguirlo è necessario, innanzi tutto avere superato un’accurata visita medica sportiva, con elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo, spirometria e analisi (urine o sangue). L’ideale è poter usufruire di una pista di atletica (400m), in mancanza, un qualsiasi percorso piano, misurato con precisione, che non presenti dossi, salite o fondo sconnesso, può bastare. In questo caso, meglio inserire dei segnali intermedi ad esempio ogni 50m. Si corre lungo il percorso fissato per dodici minuti, cercando di mantenere un ritmo di corsa il più elevato possibile.
Il risultato Il risultato è costituito dalla distanza che si è riusciti a percorrere nei 12 minuti. Al termine della prova si annotano i metri percorsi e, consultando la tabella (vedi sotto), si può conoscere il “valore” della prova. Originariamente, Cooper aveva disposto un metraggio minimo da percorrere nei dodici minuti di corsa, che è stato progressivamente aumentato dai vari Tecnici in base soprattutto alle prestazioni date dagli atleti a seguito dei miglioramenti ottenuti e dalle programmazioni di allenamento sempre più moderne.
Effettuare sempre un riscaldamento breve tale da non produrre affaticamento; se il test è effettuato di mattina, è bene fare una colazione molto leggera a base di tè o caffè, miele, marmellata e fette biscottate; evitare il cappuccino, il latte macchiato e soprattutto le brioches; se la prova si svolge di pomeriggio è consigliabile consumare carboidrati come pasta e crostate di frutta; è consigliabile evitare le proteine della carne, in quanto di lunga digestione e gli alcolici; colazione e pranzo vanno comunque consumati un paio d'ore prima della prova.
Tabella - distanze in metri percorse in 12 minuti di corsa
03/01/2009 01:59 pm commenti (0)
TEST DEL LATTATO E PRESTAZIONEIn ogni campo che sia medico, o sportivo, la valutazione funzionale è fondamentale per conoscere le caratteristiche del soggetto che si prende in esame. Un podista, amatore e non, per cominciare deve avere le idee chiare sulla sua "cilindrata" , e quindi sulla condizione fisica in generale, per evitare di trasmettere all'organismo stimoli poco allenanti, o troppo intensi e quindi dannosi per la salute fisica.La valutazione funzionale del soggetto può avvenire mediante test da campo empirici, molto pratici, come il Test Conconi, o da test più scientifici, e per questo considerati più nel campo della fisiologia dello sport, che nel campo dell'allenamento.
L'articolo nasce da un'esperienza recente al Marathon Center di Gabriele Rosa , ove ho eseguito il Test del Lattato grazie all'operato del Dott.Huber Rossi. Il lattato ematico (acido lattico) è il più importante riferimento metabolico a disposizione della scienza dell'allenamento per valutare la prestazione di un soggetto.
In linea generale si può affermare che un podista corre più velocemente e più a lungo se riesce a creare nel proprio organismo quelli adattamenti biochimici che gli permettono di produrre e smaltire notevoli quantità di acido lattico ematico.
Per determinare il lattato ematico presente nel muscolo si possono utilizzare diverse metodiche, o procedure; è possibile sia con metodo cruento, biopsia muscolare, o con l'applicazione di sensori ai muscoli, ma quello più usato perché più pratico e poco invasivo è il prelievo di piccole goccioline di sangue capillare dal lobo dell'orecchio o dal polpastrello. Un errore a cui si puo' andare facilmente incontro, è l'inquinamento da sudore, che contiene anche grandi quantità di ac. lattico, per cui è importante procedere ad una accurata detersione della zona prima della raccolta ematica.
Quali test funzionali per verificare la concentrazione di lattato nel sangue? I test funzionali da campo per poter valutare la concentrazione di acido lattico nei muscoli sono diversi, e ognuno li propone in base alla praticità e utilità del momento. In linea generale si può affermare che devono essere svolti in condizioni di riposo, non aver svolto allenamenti impegnativi da almeno due giorni, e rispettare sempre le stesse condizioni. Vediamo alcuni esempi di Test per valutare il Lattato Ematico.
Test Faraggiana - Gigliotti Si tratta di correre una serie di cinque 2000 metri (a velocità costante!), ognuno dei quali a una velocità di 5'/km inferiore con 30" di recupero fra una prova e l'altra. Alla fine della prova viene prelevato un po' di sangue (dal lobo dell'orecchio o dal polpastrello) e con apposita strumentazione si misura la concentrazione di lattato. La distanza di 2000 metri è ottimale perché consente già di avere un buon equilibrio metabolico e consente di avere almeno 5 ripetizioni. Inoltre un 5x2000 è un allenamento decisamente inseribile in ogni programma. Il primo 2000 deve essere corso a una velocità superiore di 20'/km a quella che si suppone l'atleta riesca a tenere nella maratona. Analizzando la curva che si ottiene si vede che il lattato resta costante fino a una certa velocità, poi inizia a salire. Al di là di ogni altra elaborazione, il test è importante soprattutto per il maratoneta.
Le indicazioni pratiche che possiamo ottenere dall'analisi dei risultati del test del lattato :
la massima velocità a cui la concentrazione di lattato resta costante è quella a cui l'atleta può correre la maratona.
TEST INCREMENTALE DI SOGLI A AEROBICA/ANAEROBICA (www.marathoncenter.it ) Il test permette di valutare le frequenze cardiache e le velocità di soglia aerobica e anaerobica, tali dati ci consentono di impostare ritmi di allenamento specifici evitando di disperdere tempo e energie in lavori poco proficui o deleteri.
Protocollo: test su treadmill (tapis roulant), cyclette o altri ergometri in base allo sport scelto, in cui si incrementa l'intensità (km/h, watts, ecc…) ogni 3/4min analizzando l'acido lattico e monitorando la frequenza cardiaca durante tutto il test.
Per capire meglio quello che accade nella valutazione dell'atleta con il test Incrementale , prendiamo il test che ho svolto il 30 Gennaio, è stato prelevato sangue capillare, dopo una fase di riscaldamento, ogni 4'. La prima valutazione è stata effettuata a una velocità di 12km/h ove il valore dell'acido lattico ematico era di 0,9ml/moli; la seconda valutazione a una velocità di 13,5km/h con valore dell'acido lattico ematico di 1,4ml/moli; la terza valutazione a una velocità di 15km/h con valore dell'acido lattico ematico di 2,4ml/moli; e l'ultima valutazione a una velocità di 16,5km/h con un valore dell'acido lattico ematico di 4,9ml/moli.
TABELLA RIASSUNTIVA
Dalla valutazione svolta ho ottenuto delle indicazioni inerenti le soglie di allenamento (vedi tabella) :
Soglia aerobica a una velocità di 14,4 km/h (4'10 al km)
Soglia anaerobica a una velocità di 16,5km/h (3'40 al km). (vedi tabella)
Oltre a conoscere le soglie di lavoro ho ottenuto notevoli indicazioni dal punto di vista pratico nella gestione e organizzazione degli allenamenti quotidiani, queste indicazioni pratiche sono di seguito menzionate:
A differenza del Test Conconi anch'esso valido dal punto di vista pratica, il Test del Lattato dà risultati più precisi e scientifici per valutare la nostra condizione fisica.
La domanda pratica a questo punto nasce spontanea :
Come ritardare (grazie all'allenamento ) il rischio di "crisi" durante le gare?
Per fare in modo che l'accumulo di acido lattico "critico" si presenti nei muscoli il più tardi possibile è necessario utilizzare tipologie di allenamenti che favoriscono:
- l'allontanamento attivo dell'acido lattico (ioni H) nei muscoli; - la fuoriuscita per semplice diffusione di ioni H; - l'aumento della capacità di tampone nelle fibre. (Fonte originale: Enrico Arcelli) Gli allenamenti più idonei a tale scopo sono quelli che consistono nel lavoro ad alta intensità per migliorare la capacità lattacida, lavori dunque che portano a produzioni di notevoli quantità di lattato. In questo modo l'organismo si adatterà non solo a produrre e utilizzare notevoli quantità di acido lattico, ma anche a smaltirlo più velocemente possibile. Da qui l'utilità non solo di allenarsi a intensità elevate , ma anche a utilizzare recuperi brevi.
I mezzi di allenamento idonei per tale scopo sono: - Ripetute brevi (100/500mt) sia in pianura che in salita; - Ripetute medie (500/1000mt) sia in pianura che in salita; - Ripetute lunghe (2000/7000mt) sia in pianura che in salita. Di queste tipologie di allenamento è opportuno programmarne una a settimana, o al massimo una seduta di ripetute brevi e una seduta di ripetute lunghe o medie, dando almeno 2/3 giorni di riposo tra una seduta e l'altra per rigenerare l'organismo.
Se non si ha l'opportunità di effettuare il Test del Lattato con prelievo diretto del sangue capillare , per valutare la propria soglia anaerobica è possibile empiricamente eseguire (oltre che al test conconi) un allenamento di 5 x 2000mt e calcolare la media ritmo delle ripetute svolte, con la media della frequenza cardiaca delle singole ripetute. Otterremo la velocità di soglia anaerobica con la FC alla soglia.
Buona corsa e buon divertimento! 03/01/2009 02:25 pm commenti (0)
VO2MAX: CALCOLO COL TEST DEI 7 MINUTIIl Test serve a calcolare il massimo consumo di ossigeno di un atleta (VO2max). Viene eseguito in pista oppure su un percorso pianeggiante e ben misurato correndo a tutta velocità per 7 minuti. La distanza raggiunta, ci permetterà di calcolare il massimo consumo di ossigeno (VO2Max) mediante la formula di Albanesi: VO2Max = 29 x (distanza percorsa in km) Se si percorre ad esempio 2000 metri, il V02max risultante è di 29 x 2 = 58. Prima di eseguire il "test dei 7 minuti" essendo un test massimale è opportuno effettuare un buon riscaldamento, circa una mezzoretta di corsa lenta al fine di evitare infortuni. 03/01/2009 01:55 pm commenti (0)
TEST DEL MIGLIO E VALUTAZIONE DELLO STATO DI FORMA.TEST DEL MIGLIO E VALUTAZIONE DELLO STATO DI FORMA.
Il test "del MIGLIO" misura il massimo consumo di ossigeno (VO2max) di un soggetto. Tale test è valido soprattutto in soggetti che da poco hanno intrappreso l'attività podistica. Va eseguito percorrendo nel minor tempo possibile quattro giri di pista più nove metri oppure percorrendo un percorso misurato di 1609 metri. Si parte da fermi dopo un riscaldamento di 15 minuti di corsa lenta. Al termine della prova mediante cardiofrequenzimetro prendete nota della FC (frequenza cardiaca) e il tempo impiegato per concludere la prova, inserite i dati nella tabella sotto riportata. Il risultato va poi confrontato con i dati campione presenti nella tabella successiva per valutare lo stato di forma.
03/01/2009 01:54 pm commenti (0)
IL BAS TESTChi non ha la possibilità di effettuare test particolarmente precisi come il test conconi o il test del lattato per conoscere la propria velocità di soglia anaerobica possono sottoporsi ad un test abbastanza affidabile ma non preciso come quelli sopra citati, si tratta del BAS test. La velocità di soglia anaerobica è la velocità media tenuta quando si compie - in condizioni agonistiche - una corsa che dura alcune decine di minuti o, in chi è ben allenato, un'ora. Se, dunque, si impiega un tempo fra i 50 minuti e l'ora in una gara su strada ben misurata e senza evidenti saliscendi, nel corso della quale non si è avuta una crisi clamorosa, ma si è tenuto un ritmo abbastanza uniforme, e si calcola che si è tenuta una velocità media di 12 chilometri l'ora, vuol dire che la velocità della soglia anaerobica è proprio attorno ai 12 chilometri l'ora. Se la velocità tenuta è di 13 chilometri l'ora, la soglia è di 13; e così via. Ci sono delle situazioni nelle quali, però, non c'è l'occasione di fare una prova del genere, oppure non la si può proprio fare. Se, per esempio, ci si riferisce ad un mezzofondista che fa gare su pista e, come massimo, è arrivato a correre i 5000 metri, è molto difficile che partecipi a gare su strada lunghe il doppio o il triplo di quello che fa di solito. Si potrebbe poi avere il desiderio di un dato che dia una conferma di quello indicato sopra. Vari anni fa, dunque, ho proposto un test che chiunque può eseguire da solo. E' sufficiente disporre di una pista (ma può anche andare bene un tratto su strada in piano e ben misurato), di un cronometro e di una calcolatrice. Si devono poi compiere, al meglio delle proprie possibilità, una prova di 2000 metri e una di 3000 metri. A questo punto, con i tempi impiegati su queste due distanze, è possibile conoscere la velocità di soglia anaerobica. Io avevo potuto constatare che questo era vero in un numero esiguo di corridori. Ma, qualche anno dopo, nel 2000, due studiosi che fanno capo all'Università di Lione, Gian Nicola Biscotti e Jean Marcel Sagnol, hanno potuto dimostrare su un gruppo di atleti che c'era una coincidenza fra il valore di velocità della soglia anaerobica quando era valutata con le prove di 2000 e di 3000 metri e quella, invece, che era misurata con metodiche di laboratorio. Il nome del BAS test deriva proprio dalle iniziali di coloro dei nostri tre cognomi, Bisciotti, Arcelli e Sagnol. Tale test consiste, insomma, nel correre nel tempo migliore di cui si è capaci (dunque con il massimo dell'impegno e con una distribuzione uniforme dello sforzo), in due giorni differenti, ma non tanto lontani l'uno dall'altro (per esempio nel giro di tre-quattro giorni), i 2000 e i 3000 metri. Una volta corse le due distanze, si devono esprimere in secondi i tempi impiegati, la qual cosa si ottiene moltiplicando per 60 il numero dei minuti ed aggiungendo il numero che esprime i secondi; 11'46" sui 3000 metri e di 7'38" sui 2000 metri, per esempio, corrispondono a 706 e a 458 secondi. Si applica poi questa formula: lunghezza della distanza maggiore (3000 m) - lunghezza della distanza minore (2000 m) Nel nostro caso si ha: 3000 m - 2000 m 1000 m Quella ricavata può essere definita "velocità critica" e corrisponde piuttosto bene alla soglia anaerobica. E' espressa in metri al secondo; se si vuole trasformarla in chilometri all'ora, si deve moltiplicare per 3,6 il valore ricavato. Nel nostro caso si ha: 4,03 x 3,6 = 14,508 km/ora. Anche se in questa maniera si trova un valore con ben tre decimali dopo la virgola, va tenuto presente che il dato che si ricava è pur sempre un po' approssimativo e va sempre preso con buon senso. Qualche tempo fa, un tale mi ha detto che aveva provato a fare il BAS test con due corridori, ma si era reso conto che non funzionava. Anche soltanto guardando i tempi ottenuti dai due ragazzi, ad ogni modo, era facile capire il perché: sui 2000 metri, entrambi avevano tenuto un'andatura più lenta che sui 3000 metri! Significava che quello sulla distanza inferiore non era per niente il tempo inferiore di cui erano capaci. Questo è il principale degli errori che si possono commettere quando si compie il BAS test. 03/01/2009 01:51 pm commenti (0)
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